Lady Oscar

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Lady Oscar è un cartoon degli anni ’80, più precisamente del 1982, la serie di 40 episodi, è tratta da un manga di Riyoko Ikeda.

lady oscar in uniforme

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Trama:

La serie è ambientata in Francia, negli ultimi anni dell’Ancien Régime, scendendo nel dettaglio della vita nella corte di Versailles e della Rivoluzione del 1789.

La giovane Maria Antonietta d’Austria, figlia dell’imperatrice Maria Teresa, promessa in sposa al delfino di Francia Luigi Augusto, nipote di Luigi XV, giunge a corte. Le fa da scorta in ogni sua uscita Oscar François de Jarjayes, nobile sua coetanea, comandante della Guardia Reale, educata sin da bambina come un uomo. Tra le due giovani nasce subito una forte amicizia. Oscar assiste, a un ballo in maschera a Parigi, all’incontro tra Maria Antonietta e il conte svedese Hans Axel von Fersen, del quale entrambe le donne finiscono per innamorarsi.

Madame Du Barry, favorita di Luigi XV, in diverse occasioni si trova a scontrarsi con Maria Antonietta: la delfina rifiuta di rivolgerle la parola per i suoi bassi natali e per la sua condizione di favorita, che considera immorale. Alla morte di Luigi XV, Luigi XVI e Maria Antonietta diventano sovrani di Francia e la contessa Du Barry è allontanata dalla corte. Nel frattempo i sentimenti che Maria Antonietta e Fersen nutrono l’un l’altra diventano palesi: quando iniziano a diffondersi maldicenze sulla loro relazione, il conte abbandona il paese. Maria Antonietta, sempre più infelice e sola, cade sotto l’influenza di una nobildonna, la contessa di Polignac, che diventa la sua favorita e spinge la regina a scialacquare denaro in occupazioni frivole, come la moda e il gioco d’azzardo.

Parallelamente si assiste alle traversie di due ragazze dei bassifondi di Parigi, Jeanne e Rosalie, che arrivano a corte per vie diverse. Figlie di un defunto nobile decaduto della dinastia dei Valois e di una donna povera, dimostrano caratteri e desideri diversi: Jeanne, scaltra e ambiziosa, abbandona la famiglia e riesce a farsi adottare da una nobildonna, che poi uccide dopo aver preparato un falso testamento a proprio favore; Rosalie, invece, candida ed estremamente affezionata alla madre, si dedica ad assisterla. Nel disperato tentativo di guadagnare quanto serve a comprare le medicine per la madre, Rosalie conosce Oscar: una sera ferma la sua carrozza e, credendola un uomo, le si offre. Oscar ride per l’equivoco, ma poi, commossa, le dona una moneta d’oro.

Qualche tempo dopo, la madre di Rosalie finisce sotto le ruote della carrozza della contessa di Polignac. In punto di morte, la donna rivela a Rosalie di non essere la sua vera madre e che quest’ultima è una nobildonna. Da quel momento Rosalie cerca di avvicinarsi a Versailles per trovare l’assassina della madre adottiva e vendicarsi di lei: finisce per diventare ospite di Oscar, che le fa impartire un’adeguata educazione e la introduce a corte. Per ironia della sorte Rosalie scopre che la sua vera madre è proprio la contessa di Polignac.

Dopo alcuni anni il conte di Fersen torna in Francia e inevitabilmente si riavvicina a Maria Antonietta che, non riuscendo a controllare i suoi sentimenti, rischia di far scoppiare uno scandalo. Anche su consiglio di Oscar, il conte decide di lasciare nuovamente il paese e si imbarca per andare a combattere oltreoceano con i rivoluzionari americani. La partenza del conte spinge Maria Antonietta a cambiar vita: dopo l’agognata nascita degli eredi, si allontana dalla vita di corte e si ritira con i suoi bambini nel Petit Trianon, una residenza privata, suscitando l’astio dell’alta nobiltà.

Jeanne Valois de la Motte organizza una truffa ai danni della corona: riesce a far acquistare, a nome di Maria Antonietta, una costosissima collana. È il celebre Affare della collana, che getta le prime ombre sulla reputazione pubblica della regina. Scoperta e arrestata, dopo un clamoroso processo in cui accusa Maria Antonietta, Jeanne viene condannata a essere marchiata a fuoco come ladra. Fersen torna dall’America: a un ballo a corte, Oscar si presenta in incognito vestita per la prima ed unica volta da donna, ma, danzando con Fersen, capisce che non potrà mai sostituire la regina nel cuore dello svedese. Si trova poi coinvolta nel caso del Cavaliere Nero, un ladro che compie numerosi furti ai danni dei nobili: nel tentativo di catturarlo, il suo fido scudiero André è ferito a un occhio, da cui perderà la vista. André rivela a Oscar di amarla da sempre, ma lei lo respinge.

Oscar decide di allontanarsi da corte: rinuncia al comando della Guardia Reale e ottiene dalla regina l’incarico di comandante del reggimento delle Guardie Francesi di Parigi. Anche André vi si arruola, per starle vicino. Intanto, il padre di Oscar, il generale Jarjayes, si pente di aver destinato la figlia alla carriera militare e ne auspica le nozze. Si propone Girodel, secondo di Oscar nella Guardia Reale, ma Oscar non accetta di sposarlo. Al comando della Guardia di Parigi, Oscar dovrà combattere per farsi accettare dai suoi nuovi indisciplinati soldati, riuscendo infine a ottenere la loro fiducia: in particolare quella di Alain de Soisson, amico di André, che a sua volta si innamora di Oscar.

Si consuma la tragedia di Maria Antonietta: subito dopo la morte del suo primogenito, inizia il turbine degli eventi che porteranno alla Rivoluzione francese. Oscar, scoprendosi anch’essa innamorata di André, si schiera dalla parte del popolo, a cui appartiene il suo amato, e dice addio alla regina. Di lì a poco i due innamorati muoiono: André è colpito da una pallottola vagante il 13 luglio 1789, mentre Oscar, già debilitata dai primi sintomi della tisi, cade durante i tumulti dell’assalto alla Bastiglia. Gli anni della rivoluzione travolgono Maria Antonietta, fino alla sua esecuzione sulla ghigliottina il 16 ottobre 1793.

oscar e andrè

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Censure:

La sceneggiatura originale giapponese è stata adattata o censurata nella versione italiana: molti dialoghi furono riscritti, alcuni furono appiattiti, altri del tutto reinventati, secondo una pratica molto diffusa in Italia per quanto riguarda l’animazione giapponese. Ne soffrirono soprattutto i dialoghi e le scene che più giocano sull’equivoco dell’identità di Oscar, iniziando proprio da questa. Nella versione giapponese è un vero e proprio segreto e tutti si rivolgono a lei con ‘Colonnello’, ‘Signore’ o semplicemente ‘Oscar’; nel doppiaggio italiano molti la chiamano ‘Madamigella’.

Di conseguenza, nella scena dell’incontro tra Oscar e la giovane Rosalie Lamorlière, sorella di Jeanne Valois, nella versione italiana tutto il dialogo dovette essere dapprima modificato, per poi essere tagliato. Nella versione originale, Rosalie, disperata, ferma la carrozza di Oscar e, credendola un uomo, gli si offre per denaro: Oscar, non essendo un uomo, scoppia a ridere. Rosalie verrà ospitata dalla famiglia Jarjayes, andando a vivere per un breve periodo a casa di Oscar: di qui la cotta di Rosalie nei confronti di Oscar e i contorsionismi del doppiaggio italiano. Anche il fascino esercitato dal “colonnello” Oscar su alcune dame di corte perde il suo erotismo e diventa ammirazione.

Nicole D’Oliva, ribattezzata Nicole ‘Olivier’, usata da Jeanne Valois come sosia di Maria Antonietta nel corso dell’Affare della collana, nella versione italiana chiede la carità: in realtà è una prostituta che, cieca, non sapendo chi stia bussando alla sua porta, presenta prima di tutto la lista e le tariffe dei suoi “servizi”. Durante il suo processo, Jeanne Valois accusa Maria Antonietta di averla costretta a compiere “cose terribili”: nei dialoghi originali dichiara di esserne stata l’amante e che la regina avrebbe intrattenuto rapporti lesbici con molte dame di corte, tra le quali la contessa di Polignac e la stessa Oscar, che si vestirebbe da uomo proprio per accondiscendere a questo desiderio della sua regina. È proprio questa frase a far sussultare Oscar di rabbia in aula.

Non mancano, inoltre, errori di traslitterazione, per via del fatto che i nomi francesi furono traslitterati in giapponese, e questi a loro volta traslitterati in italiano. I più frequenti riguardano le parole in cui ricorrono le coppie di suoni l/r oppure b/v, che in giapponese equivalgono entrambe a un unico fonema: di conseguenza, si è venuta a creare confusione nella scelta delle lettere da utilizzare. Per esempio, il cognome di Rosalie Lamorlière è diventato ‘Lamorielle’, quello di Jeanne Valois è diventato ‘Baló’. Il nome della marchesa di Boulainvilliers, traslitterato in giapponese come Būrembirie (ブーレンビリエ?), in Italia è stato liberamente adattato come ‘Brambillet’ nel manga e come ‘Bramberie’ nell’anime.

Fonte Quì

oscar al ballo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed ecco tutta per voi la prima puntata della serie:

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