Gli dei e i miti della Grecia

La mitologia Greca è ricca di personaggi fantastici, racconti sulla creazione del mondo, sugli dei e sui mortali che li veneravano. Io vi parlerò di alcuni dei personaggi più importanti, partendo proprio dalla creazione.

Ricordo inoltre che esistono molte varianti su questi miti, i ritrovamenti di poemi di Omero differivano da quelli di Esiodo o di Callimaco, alcune versioni pertanto sono più conosciute di altre.

Olimpo x il mio blog

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Oceano:

Nella mitilogia esistevano vari racconti sulle origini del mondo, ma probabilmente il più antico è quello cui allude il nostro vecchio poeta Omero, che dà un nome all’origine di tutto il creato e degli dei, tutto racchiuso in un unica parola ” Oceano”.

Oceano infatti aveva un’inesauribile potenza generatrice, non diversamente dai fiumi, nelle cui acque si bagnavano le fanciulle greche prima delle nozze, e che perciò erano considerati come i capostipiti di antiche famiglie. Oceano però non era un dio fluviale comune, perché il suo non era un fiume comune. Quando tutto aveva avuto già origine da lui, esso continuò a scorrere agli estremi margini della terra, rifluendo in se stesso, in un circolo ininterrotto. I fiumi, i torrenti e le sorgenti, anzi il mare stesso, continuavano a scaturire dal suo corso vasto e potente.

Anche quando il mondo era sotto il dominio di Zeus, lui mantenne il suo antico posto, oltre al quale si credeva esistesse solo il buio “Erebo“.

Ma Oceano non era solo, ad esso era legata la dea Teti, che giustamente veniva chiamata “madre“. Infatti come poteva essere origine di tutto senza la presenza della dea delle acque, pronta a concepire?

Eccola dunque colei che diede alla luce i figli di Oceano, 3000 erano i figli ( i fiumi ), altrettante erano le figlie ( le ocenine ).

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Urano, Gea e Crono:

Urano, dio del cielo, andava di notte dalla sua sposa, la terra, la dea Gea.

Odiava però i figli che generava con lei, appena nascevano infatti li nascondeva nelle cavità più profonde della terra, di tale malvagità egli provava gioia.

Di questo Gea era dispiaciuta a tal punto che un giorno escogitò anche lei un inganno crudele.

Trasse dalle sue viscere il terribile acciaio, ne fece una falce, e si rivolse ai suoi figli, i Titani  ( Avevano altri tre figli, i Ciclopi, Bonte, Sterope, Arge, che non vennero considerati, poichè non in tutte le versioni sono considerati loro figli ) : Oceano, Ceo, Crio, Iperione, Giapeto e Crono ( quest’ultimo era il Titano della Fertilità, del Tempo e dell’Agricoltura ) il più giovane di tutti.

Oltre ai sei fratelli vi erano sei sorelle ( le titanesse ) : Tia, Rea, Temi, Mnemosine, Febe, e l’amabile Teti.

Dei suoi turbamenti ella parlò ai suoi figli, quelli maschi in particolare: << Hai, figli miei e di un padre scellerato, non volete ascoltarmi e punire vostro padre per la sua malvagia  azione? Fù egli il primo ad escogitare un atto obbrobrioso! >> i figli inorridirono, e nessuno aprì bocca, a parte Crono che si fece coraggio e disse: << Madre! Io lo prometto e compirò l’opera. Non m’importa di nostro padre, nome odioso. Fu lui il primo ad escogitare un azione scellerata! >>.

Allora Gea si rallegrò delle parole del figlio e lo nascose in un luogo propizio per l’agguato, gli diede la falce e gli spiegò lo stratagemma.

Quando di notte venne Urano, ardente d’amore, ed abbraccio la Terra, coprendola tutta, il figlio usci dal suo nascondiglio afferrando il padre con la mano sinistra, con la destra teneva l’enorme falce, con il quale rapidamente recise la virilità del padre, e la getto dietro le spalle.

Gea raccolse le gocce di sangue dello sposo. Fecondata da esse diede alla luce Esiodo, i Giganti e le Ninfe del Frassino, le Ninfe delle Meliadi, dalle quali nacque una dura stirpe umana. La virilità del padre cadde in mare e così nacque Afrodite.

Ovviamente dopo l’agguato subito da Urano, quest’ultimo non si avvicinò più a Gea, la procreazione primordiale cessò, e seguì il dominio di Crono.

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Afrodite:

Come detto prima, dalla virilità del padre ” Urano “, nacque Afrodite, che dalle acque marine si spinse in nuoto fino all’isola di Citera, per poi spostarsi a Cipro.

Quando uscendo fuori dall’acqua, portando con sè la conchiglia cui era nata, posò i suoi delicati piedi nella terra ferma, e lì spunto l’erba.

Fù accolta dalle Ore, figlie di Temi, dea dell’ordine dei sessi, che si urtò parecchio per la nudità della dea, solo dopo essere stata vestita, incoronata e adornata, fù introdotta tra gli dei, e fu da loro adorata.

Si racconta che la dea tradì Efesto con Ares, dando alla luce, da una parte, Fobo e Deimos ( Paura ) e ( Spavento ) , dall’altra Eros e Antaros ( Amore ) e ( Amore ricambiato ) .

Pigmalione:

Pigmalione era reputato re dei Ciprioti ed amante di Afrodite.

Un giorno costrui lui stesso la statua della bellissima dea, ma se ne innamorò disperatament, al punto di pregare la dea, che ebbe pietà di lui, tramutando la statua in una donna in carne ed ossa, potè prenderla in moglie.

Adone:

Si racconta che Mirra figlia di un certo Tia, si vantasse di avere capelli più belli di Afrodite, la dea adirata fece innamorare la ragazza per il padre, che tramite un inganno riusci ad giacere con lui, credendola una ragazza sconosciuta, ma alla luce di un lume si accorse di chi fosse e la inseguì brandendo la sua spada.

La donna chiese aiuto a Zeus ( o ad Afrodite stessa ) che ebbe pietà di lei e la trasformò in un albero di mirra.

Ma portava in grembo il figlio di quell’unione, nacque quindi dalla corteccia apertasi, Adone.

Adone era Bello, così bello che la dea della bellezza nascose il piccolo appena nato, in una cassa e lo consegnò a Persefone. La regina degl’inferi quando vide il bambino non volle più restituirlo alla dea, finendo per portare il motivo della contesa davanti a Zeus.

Quest’ultimo decise che Adone avrebbe passato un anno per conto suo, un altro negl’inferi e un altro con la dea Afrodite, che era perdutamente innamorata di lui.

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Crono, Rea e Zeus:

Tra i dodici titani menzionati, tre sorelle presero come marito tre dei loro fratelli, Tia prese Iperione, Febe prese Ceo, e Rea prese come suo sposo Crono.

Quest’ultima coppia ebbero tre figlie femmine e tre figli maschi: Estia, Demetra, Era, Ades, Poseidone e Zeus.

Crono non fù meno malvagio del padre, anzi …. inghiottiva i figli che la sua consorte partoriva, questo perchè, aveva appreso dalla madre Gea e dal padre Urano, che il suo destino era di essere cacciato dal suo trono proprio da uno dei suoi figli.

Questo procurava a Rea una pena insopportabile, quindi quando fù sul punto di concepire Zeus ( il futuro padre degli dei ) , si rivolse ai suoi genitori, la  Terra e il cielo stellato, per farsi consigliare il modo in cui avrebbe potuto dare nascostamente alla luce  Zeus, e vendicarsi dei figli che aveva precedentemente ingoiati.

Gea e Urano ascoltarono la figlia, rivelarono anche a lei il destino che spettava a CronoZeus, e la mandarono a Litto, nell’isola di Creta, ove Gea raccolse il neonato.

A Crono, primo re degli dei, essa porse una grossa pietra avvolta nelle fasce, e la ingoiò senza accorgersi di nulla.

Zeus crebbe forte e coraggioso, fino al giorno che con l’inganno, ma sopratutto con la forza di quest’ultimo vinse contro suo padre, e dovette restituire i figli ingoiati.

Oltre ai propri fratelli Zeus liberò anche i fratelli del padre, tenuti in catene non solo da Crono ma anche dal padre Urano.

I ciclopi, per riconoscenza gli regalarono il tuono e il fulmine, segni e strumenti del suo potere.

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Zeus ed Era:

Era scelse come marito Zeus, suo fratello, patrona del matrimonio e del parto, non cercava nel marito la maternità, ma il concepimento.

Essa poteva avere figli anche senza Zeus, da sè. Partorì dunque Tifone, per ripicca contro Zeus, che aveva messo al mondo Atena. Altre legende dicono che abbia concepito Efesto e non Tifone, per ripicca, quindi diciamo che in teoria abbia avuto con Zeus: Ares, Ebe, Eris, Ilizia.

Si racconta che Efesto fosse dotato di straordinaria bruttezza, tanto da portare Era, a gettare il suo stesso figlio giù dall’Olimpo, era anche risaputo che non avesse il senso materno, che contrasta parecchio visto che come abbiamo detto prima, è anche la dea del parto e del matrimonio.

Efesto si vendicò contro la madre, creando un trono magico, nel momento in cui Era si sedette, non potè più alzarsi.

Gli dei lo pregarono di tornare nell’Olimpo, e liberare la dea, ma non volle sentire ragioni, tanto che Dioniso lo fece ubriacare, lo caricò su un mulo e lo portò sull’Olimpo.

Si convinse così a liberare la madre, ma a condizione di prendere Afrodite come sua sposa.

Zeus ebbe tantissimi figli, a causa dei suoi continui tradimenti, tra le amanti vi erano sia divinità che mortali, quasi 70 sono divinità, contro almeno 80 figli mortali, giustificata dunque la gelosia di Era.

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Atena:

Figlia di Zeus e Meti dea della saggeza e della prudenza, è la dea della sapienza, delle arti, della tessitura e della strategia militare, ovvero gli aspetti più nobili della guerra. Si dice fosse la figlia prediletta del padre degli dei, naquè già adulta dalla testa di Zeus, secondo altri nacque dal polpaccio.

Un antica profezia diceva che i figli di Meti sarebbero stati più forti dello stesso padre, questo terrorizzo Zeus, che costrinse la dea la donna a tramutarsi in mosca o cicala e la ingoglio. Ma era ormai troppo tardi, la dea aveva già concepito un bambino, e trovandosi in grembo continuo a crescere.

Meti comincio a realizzare elmo e veste per la figlia che portava in grembo, e i colpi di martello creavano al padre degli dei un fortissimo mal di testa.

Fù chiamato Efesto che aprì la testa di Zeus facendone uscire la dea Atena già adultà ed armata, fortunatamente per il dio nè uscì vivo anche se malconcio.

Atene e Poseidone:

Atene si racconta, fosse in competizione con il dio del mare,motivo del disaccordo, era la città di Atene, che all’epoca non aveva ancora un nome.

Fecero un accordo, decidendo di fare un dono agli atenesi e far scegliere loro il migliore. Poseidone conficcò al suolo i tridente, facendone scaturire una sorgente, ma l’acqua era salmastra e quindi non molto buona da bere.

Atena donò loro l’albero di ulivo, la sua coltivazione avrebbe fortito loro legname olio e cibo.

Venne scelto il dono della dea, che divento protettrice della città.

Aracne:

Aracne era una bravissima tessitrice, un giorno si vantò di essere una tessitrice migliore della stessa dea Atena, la notizia arrivò alle orecchie della dea che considerandolo come un affronto, si travesti da vecchia e andò a casa della donna, chiedendogli di pentirsi per ciò che aveva affermato, ma Aracne invece di scusarsi la sfidò apertamente, e la Dea riprese le sue vere sembianze e accettò la sfida.

Aracne rappresento Zeus che in modo derisorio si vedeva alle prese con le sue amanti, mentre Atena rappresento un arazzo con lo scontro fra poseidone e la città di Atene.

Alla fine la dea annunciò un pareggio tra le due, ma il pubblico derise la donna, proclamando la dea come vincitrice.

Aracne si impicco, e la dea indignata dal suo gesto la trasformò in un ragno, e obbligandola a tessere la sua tela per l’eternità, così a lei come ai suoi discendenti.

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Apollo e Artemide:

Terzo dio più importante ( stà dietro solo a Zeus e Atena ), è figlio di Zeus e Leto, quest’ultima era una nipote di Urano e Gea, è figlia di Febe e Ceo, Apollo porta il nome ” Febo Apollo “, cioè il maschile di Febe.

L’unione tra Zeus e Leto, come si può ben immaginare, fece infuriare Era, che proibì all’altra di partorire sia in terra che in qualsiasi isola.

Leto disperata giunse sull’isola gallegiante di Delo chiamata anche Ortigia, si dice non fosse visibile. La sorella di Leto, Asteria, fù trasformata in quest’isola dallo stesso Zeus, come ripicca per averlo rifiutato, non potendosi definire una vera isola, Leto partori i gemelli Apollo e Artemide al sicuro, e siccome con la nascita di Apollo l’isola fu immersa dalla luce la chiamarono appunto Delo, che significa ” mostrare ” poichè era ormai visibile.

Molte sono le leggende sul dio del sole, ve nè racconterò alcune:

Asclepio figlio di Apollo:

Asclepio era figlio di Apollo e Coronide, quest’ultima  si sposò con Ischys figlio di Elato, causando l’ira del Dio che preso dall’ira, colpi il corvo, suo uccello preferito, tramutando il suo colore, che era bianco in nero.

La fanciulla portava già nel suo grembo il figlio di Apollo, quando quest’ultimo inviò sua sorella Artemide nella citta di Coronide, uccidendo con le sue frecce sia lei che altre fanciulle.

Il Dio gridò: << Non tollero che mio figlio muoia insieme alla madre! >> Egli prese il piccolo dal corpo della madre e lo portò al centauro Chirone, che gli insegno l’arte della medicina.

Si racconta che oltre a guarire persone e animali, avesse resuscitato un morto, causando l’ira di Zeus che lo uccise.

Apollo per vendetta uccise i ciclopi che avevano fatto dono a Zeus dei tuoni e dei fulmini.

Come punizione il padre, costrinse il figlio a servire l’umano Admeto, re di Fere, per nove anni .

Apollo quindi lavorò presso il re come pastore, e venne trattato da questi così gentilmente che, al termine della punizione,  fece in modo che le sue mucche partorissero solo figli gemelli.

Apollo e Dafne:

Dafne era una delle Naiadi, una Ninfa d’acqua, si racconta che un giorno il dio dell’amore Eros, stanco delle continue derisioni da parte di Apollo, scocco una freccia dell’amore a quest’ultimo e una dell’odio alla Ninfa.

Provando quindi repulsione per il dio, ed essendo perseguitata da Apollo, chiese aiuto al padre ( c’è chi dice fosse Urano, chi Penèo, chi afferma sia stato lo stesso Zeus ) , che la tramutò in un alloro.

Il dio pianse ai piedi di quest’ albero tanto che divenne il suo albero prediletto, usandolo per ornare i templi e i suoi capelli con le famosissime corone di alloro.

Callisto:

Una delle ninfe compagne di artemide perse la verginità per mano di Zeus, che vi si era presentato con le sembianze di Artemide.

Quest’ultima infuriata la trasformò in un orsa, Arcade figlio di Callisto non riconoscendo la madre per poco non la uccise, fù però fermato da Zeus che li pose entrambi nel cielo, diventando due costellazioni, quella dell’orsa maggiore e quella dell’orsa minore.

Guerra di Troia:

Durante la decennale guerra di Ilio, Artemide si schierò dalla parte dei Troiani contro i Greci. Si azzuffò con Era quando i divini alleati delle due parti si scontrarono tra loro: Era la colpì sulle orecchie con la sua stessa faretra e le frecce caddero a terra mentre Artemide fuggì da Zeus piangendo. Pare che Artemide sia stata rappresentata come sostenitrice della causa troiana sia perché il fratello Apollo era il protettore della città sia perché essa stessa nell’antichità era molto venerata nelle zone dell’Anatolia occidentale.

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Ares:

Viene spesso identificato come il dio della guerra, ma è un imprecisazione, perchè in realtà è il dio degli aspetti più violenti della guerra, l’opposto di Atena insomma.

Figlio di Zeus e di Era, le sue sorelle erano Ebe ed Ilizia, e secondo Omero aveva anche una sorella gemella, Eris.

Ebbe parecchi figli, molti con la dea Afrodite stessa, dalla loro unione ricordiamo la nascita di Eros dio dell’amore.

Eracle e Cicno:

Si racconta che il dio avesse un figlio di nome Cicno, così sanguinario da voler costruire un tempio in onore del padre, utilizzando solo le ossa delle persone da lui uccise. Fù Eracle che sconfisse e uccise quest’ultimo, suscitando l’ira di Ares, che si scontro con il più grande degli eroi, finendone ferito e sconfitto.

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Poseidone:

Dio del mare e dei terremoti oltre che dei maremoti, e figli di Crono e Rea, quest’ultima secondo alcune credenze, nascose il neonato in mezzo ad un branco di pecore, portando a Crono che voleva divorarlo, un puledro, secondo altre venne divorato insieme ai fratelli da Crono, tutti tranne Zeus.

la sua compagna fù Anfitrite, e da lei ebbe quattro figli, tritone ( mezzo uomo, mezzo pesce ) , Roda ( Ninfa marina ) e sposa di Elios , Cimopolea dea minore della tempeste marine violente, e Bentesicima dea minore delle onde.

La punizione di Zeus:

Omero racconta che un giorno gli dei dell’Olimpo, capeggiati da Era, Apollo e Poseidone, si ribellarono a Zeus e lo legarono. A salvare il Re degli Dei fu la nereide Teti, che chiamò il centimano Briareo che lo salvò.

Come punizione Zeus costrinse Poseidone e anche Apollo a servire il re di Troia Laomedonte. Questi chiese loro di costruire un’enorme cinta muraria che corresse tutt’attorno alla sua città e promise di ricompensarli per questo servizio. Il re di Troia tuttavia non mantenne la parola data. Per vendicarsi, Poseidone mandò un mostro marino ad attaccare la città, che però venne ucciso da Eracle.

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Ades e Persefone:

Dio degl’inferi e sposo di Persefone, venne divorato dal padre Crono insieme ai fratelli, tutti tranne Zeus che affronto invece il padre, liberandoli tutti.

Con l’aiuto di Zeus rapì Persefone, all’insaputa della madre, che sentì le grida della figlia e si sentì trafiggere il cuore, come un uccello si levò in volo, ma nessuno voleva dirle la verità, nessun uccello,nè dio nè uomo.

Soltanto al terzo mattino incontrò Ecate, portatrice come lei di fiaccole, che le diede la notizia del rapimento, ma non aveva visto il rapitore, proseguì verso Elio, investigatore degli dei e degli uomini,  che gli rispose:

<< Figlia di Rea, Demetra, ora apprenderai. Ho venerazione per te e compassione del tuo dolore per la perdita della fanciulla dalle belle caviglie. Nessun altro degl ‘immortali ne è consapevole, se non Zeus, che la diede in sposa a suo fratello Ades. Questi la trasse con violenza sul suo carro e la portò nel regno dell’oscurità, senza minimamente curarsi del suo disperato pianto. Ma tu, dea, cessa di lamentarti, è inutile nutrire un ira così inestinguibile, in tuo fratello Ades tu non hai acquistato un genero indegno tra gli dei. Egli è onorato in un terzo dell’universo, da quando questo è stato diviso, e dove dimora, egli è il re!>>

Demetra ancora più distrutta, minacciò di distruggere il genere umano con una terribile carestia, gli Olimpici non avrebbero più avuto nè venerazione, nè sacrifici, se Zeus non avesse fatto qualcosa di buono.

Così il signore degli dei mandò da lei tutti gli dei, con splendidi doni, nel tentativo di farla tornare nell’Olimpo, ma Demetra non aveva intenzione di far cessare la carestia che aveva abbattuto tra i mortali, senza che gli venisse restituita la figlia.

Zeus mando così Ermes da Ades, perche lo convincesse, con parole dolci, a mandare Persefone dalla madre.

Ades accetto, tranquillizzando la fanciulla che sarebbe stato un marito degno di lei, le diede di nascosto un seme di melograno,costringendola a mangiarlo, affinche non restasse per sempre con la madre Demetra.

Quando fù dalla madre, questa le chiese se avesse preso qualche alimento, perche altrimenti avrebbe dovuto passare un terzo dell’anno con Ades.

E fù così che Persefone divenne la signora deg’inferi.

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Eros:

Eros è il dio dell’amore, pronto a colpire con le sue frecce uomini , gli elementi della natura e persino gli stessi dei, è un fanciullo alato e bellissimo, non stupisce che lo sia, in visto che è figlio della splendida dea Afrodite e di Ares.

Un dio amato ma allo stesso tempo temuto, in grado di portare amore e tormento.

Appena nato bastò uno sguardo sul piccolo Eros, per far capire a Zeus che sarebbe stato fonte di guai, e cercò di convincere Afrodite a sopprimerlo. Ma la dea per salvarlo lo lascio nel bosco, dove fu nutrito dalle bestie feroci.

Vittime dell’amore:

Imparò da solo a costruirsi arco e frecce, esercitantosi sugli stessi animali che lo avevano allevato. Anche quando crebbe non fù risparmiato nessuno, gli stessi dei dell’Olimpo e la madre furono sue vittime, quest’ultima venne colpita, e innamoratasi perdutamente di Adone, suscitò la gelosia di Ares che lo uccise.

Eros e Psiche:

Afrodite gelosa della bellezza di una mortale di nome Psiche, diede ordine al figlio Eros di farla innamorare del più brotto tra gli uomini, ma quando il dio la vide se ne innamorò.

Si narra che Psiche, a differenza delle sorelle, non fosse ancora sposata, il padre quindi chiese ad un oracolo il perchè, e la risposta lo sconvolse. Gli disse infatti  che avrebbe dovuto lasciare la figlia sulla sommità di una montagna, vestita con abito nuziale, dove sarebbe stata corteggiata e amata da colui che gli stessi dei temono.

Anche se la risposta dell’oracolo lo terrificò, egli ubbidì, e la fanciulla rimase sola nell’oscurità. Ma ben presto Eros la fece trasportare da Zefiro in un palazzo meraviglioso, situato in uva valle incantevole. Delle voci la guidarono in quella che sarebbe stata la sua camera, dove l’attendevano delle ancelle invisibili, che la prepararono per le nozze.

Eros stava con lei solo di notte, vietandogli di cercare di scoprire chi fosse, ma un giorno dopo la visita delle sorelle, queste la convinserò che poteva trattarsi di un mostro.

Psiche Preoccupata di avere un mostro per marito, una notte si avvicinò a lui con una lucerna in una mano e un pugnale nell’altra, nel momento che gli si avvicinò per ucciderlo, la sua bellezza la emozionò a tal punto che con un movimento involontario, fece cadere sul dio una goccio d’olio bollente, Eros si svegliò, la rimproverò e poi scomparve.

Psiche disperata cerco di suicidarsi, senza però riuscirci, il fiume dove si gettò, infatti la riportò a riva, non rimanendogli altro che cercarla, iniziò a vagare per il mondo. Intanto Eros, tormentato dalla febbre per la spalla bruciata, o forse per lo stesso dolore di cui soffriva psiche, dimorò dalla madre.

Afrodite appena venne a sapere che il figlio aveva osato sposare una mortale, che per altro era anche sua rimale, lo aggredì, ma non potendo punire suo figlio, decise che a soffrire sarebbe stata Psiche.

Dietro permesso di Zeus, mandò erme in giro per il mondo, divulgando la notizia, che colui che le avesse Psiche, avrebbe ricevuto da lei stessa come premio sette baci. La notizia arrivò alle orecchie di Psiche, che decise di presentarsi spontaneamente davanti alla dea per chiedere perdono.

Afrodite non appena le si presentò davanti, le strappo i vestiti, e la fece flagellare, affermando che questa era la punizione per aver fatto ammalare suo figlio.

Divenne così sua schiava, e inutilmente chiese aiuto a Giunone e Cerere perche la difendessero dall’odio della dea, perche Afrodite la perseguitava, dandole compiti sempre più difficili.

Un giorno le ordinò di dividere un cumulo di grano, di miglio, di grano e altri semi, e separare un mucchio di perle in base alla dimensione, ma le formiche l’aiutarono facendo gran parte del lavoro. Un altro giorno le ordinò di portarle il vello d’oro dei montoni selvaggi, ma le canne che crescevano lungo il fiume le dissero che i montoni verso sera, dormono estenuati dal calore della giornata, e che quindi sarebbe stato più facile compiere l’impresa.

La dea pretese una giara d’acqua gelata dello Stige, dove dimorava un drago, ma l’acquila di Zeus fece il lavoro al suo posto. Alla fine Afrodite le chiese di portare un vaso nel mondo sotterraneo a Proserpina, affinchè vi mettesse un pò della sua bellezza, visto che aveva consumato la sua per curare suo figlio.

Psiche non sapeva dove andare, quando vide una torre, pensò di buttarsi e farla finita con la sua vita, ma la torre le parlò, indicandole l’entrata per il mondo sotterraneo, e di portare con se due monete per pagare Caronte affinchè la traghettasse dall’altro lato dello Stige, e tre focacce d’orzo impastate con il vino e il miele, per distrarre Cerbero.

Proserpina la accolse con cortesia, e le riempì il vaso. Nella via del ritorno però la fanciulla non resistette, e aprì il vaso, per prendere un pò della bellezza che conteneva. Ma non appena aperto, il vaso ne risultò vuoto, e Psiche cadde a terra addormentata.

Quando Eros scoprì che cosa stava accadendo, riusci a sfuggire alla sorveglianza della madre, e ritrovò Psiche che dopo averla rianimata, consegno il vaso ad Afrodite.

Con l’aiuto di Zeus furono celebrate le nozze tra i due, questo dopo averla resa immortale, facendole bere l’ambrosia e placando finalmente la gelosia di Afrodite. Dalla loro unione nacque una figlia di nome Voluttà.

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Divinità dell’olimpo:

  • Ade – fratello di Zeus e dio degli Inferi, dei morti e delle ricchezze della terra.
  • Afrodite – dea dell’amore, della seduzione e della bellezza.
  • Apollo – dio della luce, della musica, dell’arte, della poesia, della medicina, della malattia, della conoscenza e della scienza, del tiro con l’arco, dell’ordine e della profezia.
  • Ares – dio della guerra sanguinaria, degli spargimenti di sangue e della violenza.
  • Artemide – sorella gemella di Apollo e dea della caccia, della natura selvaggia, degli animali e della luna.
  • Atena – dea della saggezza, della strategia militare, delle arti utili, dell’ingegno, della guerra condotta per causa giusta e dell’artigianato.
  • Demetra – dea dell’agricoltura, delle piante, della natura e della fertilità.
  • Dioniso – dio del vino, dell’energia vitale, dell’ebrezza, delle feste e dei banchetti.
  • Efesto – dio del fuoco, delle armi, della tecnologia, dei fabbri e della metallurgia.
  • Era – moglie di Zeus, dea della fedeltà coniugale e del matrimonio.
  • Ercole il dio della forza giunto all’Olimpo in seguito alla sua vita terrena. Figlio illegittimo di Zeus dalla forza straordinaria, che divenne un dio in seguito alle sue eroiche imprese.
  • Ermes – messaggero degli dèi, dio dei ladri, dei mercanti, delle strade, dei commerci, degli inganni, degli alchimisti, dell’eloquenza, della furbizia e dei viandanti.
  • Eros o Cupido – dio dell’amore passionale.
  • Estia – dea della casa e del fuoco sacro (acceso per onorare le divinità), cedette il suo posto tra le divinità dell’Olimpo a Dioniso.
  • Poseidone – fratello di Zeus e dio del mare, delle acque, della navigazione e dei terremoti.
  • Zeus – re degli dèi e sovrano dell’Olimpo, dio dei fulmini, dei fenomeni atmosferici e dei cieli.

Altri personaggi della mitologia:

  • Acheloo – dio del fiume dell’Etolia, figlio di Oceano e Teti
  • Alfeo – dio del fiume con questo nome che scorre nel Peloponneso
  • Alfito – dea seminatrice del grano bianco
  • Asclepio – dio dei medici (per i Romani Esculapio)
  • Astrea – dea della giustizia. Trovando troppa iniquità tra gli uomini andò a vivere tra le stelle.
  • Borea – dio del vento del nord e dell’inverno.
  • Cabiri – gruppo di divinità adorate in Samotracia, Egitto e Menfi.
  • Cariti, più note nella loro versione romana di Grazie – dee della bellezza e forze della vegetazione: Aglaia, Eufrosine, Talia
  • Ebe – coppiera degli dei, dea della giovinezza.
  • Ecate – dea della profezia, della luna e della notte, della nebbia, degli incroci (trivii), della magia, della stregoneria e delle streghe e dei maghi.
  • Enio – dea della guerra.
  • Eolo – dio dei venti.
  • Eos – dea dell’aurora.
  • Erinni o Eumenidi – divinità delle pene.
  • Eris – dea del caos e della discordia.
  • Esperidi – ninfe del tramonto figlie della Notte
  • Gea o Gaia – dea primordiale della terra, madre dei Titani ed essenza della natura
  • Glauco – divinità marina
  • Iacco – dio che guida la processione degli iniziati ai misteri eleusini
  • Ilizia – dea che presiede il parto
  • Imeneo – dio che guida il corteo nuziale
  • Iris – dea dell’arcobaleno
  • Meti – figlia di Oceano, divinità dell’intelligenza astuta e della prudenza, madre di Atena
  • Mnemosine – dea della memoria, madre delle Muse
  • Moire – personificazioni del destino di ciascuno
  • Muse – cantatrici divine che presiedono al pensiero in tutte le sue forme
    • Calliope – musa della letteratura
    • Clio – musa della storia
    • Erato – musa della poesia erotica
    • Euterpe – musa della musica
    • Melpomene – musa della tragedia
    • Polimnia – musa della poesia religiosa
    • Talia – musa della commedia
    • Tersicore – musa della danza
    • Urania – musa dell’astronomia
  • Naponos – divinità della intelligenza, adorata in Magna Grecia
  • Narciso – personaggio dell’amor di sé e della bellezza maschile
  • Nefele (Zeus) – Dea delle nubi
  • Nereo – divinità marina, figlio di Ponto e Gaia
  • Nike – dea che personifica la Vittoria
  • Nyx o Notte – dea della notte che ha generato Emera ed Etere assieme ad Erebo, nonché le Personificazioni
  • Ore – divinità delle stagioni
  • Pan – dio dei satiri e delle selve e dei greggi.
  • Partenope – ecista fondatrice della città omonima (nucleo originario di Napoli) divinizzata dopo la morte
  • Persefone – figlia di Demetra rapita da Ade e divenuta sua moglie e la regina dei morte e la dea della primavera.
  • Le Personificazioni, generate dalla Notte: sono Apate, Ker, Moros, gli Oneiroi, Tanato, Eris, Hypnos, Nemesi, Geras, Momo, Oizys, Philotes
  • Pleiadi – 7 sorelle figlie del gigante Atlante
  • Pluto – dio della ricchezza
  • Ponto – personificazione maschile del mare
  • Prassidiche – Triade divina della giusta punizione e della vendetta.
  • Priapo – dio agreste della potenza maschile
  • Proteo – dio del mare incaricato di pascolare gli animali marini di Poseidone
  • Selene – divinità che guida il moto della Luna
  • Sibilla – antichissima profetessa di Cuma divinizzata dopo la morte
  • Stige – fiume degli inferi, dio dei giuramenti sacri, se si giura sullo Stige la promessa sarà sempre mantenuta anche dagli dei
  • Tanato – dio alato che personifica la morte
  • Tartaro – la personificazione regione più profonda del mondo, sotto gli inferi
  • Tiche – dea della fortuna, il caso divinizzato
  • Titani e Titanidi – 6 figli e 6 figlie di Urano e Gaia
    • Atlante – titano che reggeva il mondo sulle sue spalle
    • Crono – padre delle prime sei divinità dell’Olimpo, un Titano
    • Elio – titano patrono del sole
    • Febe – titana figlia di Urano, a cui si attribuisce la fondazione dell’oracolo di Delfi
    • Giapeto – titano della prima generazione, figlio di Urano e Gaia
    • Iperione – titano dell’Oriente. Splende come il sole e può infiammarsi per attaccare
    • Oceano – titano nonché personificazione dell’acqua che circonda il mondo
    • Rea – madre delle prime sei divinità dell’Olimpo, un Titano
    • Temi – dea della legge, titana
    • Teti – titana
  • Tritone – dio marino
  • Urano – primordiale dio dei cieli, padre dei Titani
  • Zefiro – dio del vento di ponente
  • Orfeo – marito di Euridice
  • Euridice – ninfa
  • Nemesi- dea della vendetta e del bilanciamento e dei sacrifici
Fonte della lista Quì
La mitologia è dunque piena dei personaggi più fantastici, Semidei, le Driadi, i Fati, le Erinni, le Grazie, le Ore, le Muse, le Ninfe, le Pleiadi, i Titani, i Ciclopi, le Graie, le Gorgoni, ispirazioni per molte fiabe e racconti fantasy.

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