Cowgirl

Questa settimana, per il tema dei mestieri, abbiamo la “Cowgirl“.

 

 

 

Cowgirl/boy

Versione femminile del conosciutissimo cowboy, il significato racchiude due parole: mucca+ragazza/o, e quindi ragazza/o delle mucche.

Si tratta di allevatori di bestiame tipici degli stati uniti d’America, che si occupano della loro cura, del pascolo, e la loro protezione.

Oltre ad occuparsi degli animali nel ranch, sono molto amati per i famosissimi rodei che abbiamo imparato a conoscere nei film di Hollywood.

Origini

Una rappresentazione classica del cowboy ad opera di C. M. Russell

In origine la parola designava un aiuto mandriano che sbrigava le mansioni di un pastore, spesso a piedi (cavalcare richiedeva destrezza e un investimento in cavallo ed equipaggiamento, raramente accessibile ad un ragazzo). Il lavoro del pastore era spesso eseguito – sebbene soltanto con pecore o capre – da minorenni nell’antichità, e ancora oggi in alcune culture del Terzo Mondo; gli adolescenti di una tribù sudafricana mantengono ancora una forma tradizionale di lotta Nguni col bastone, per difendere se stessi ed il gregge.

Comunque, nella cultura western ai ragazzi era raramente permesso sorvegliare il bestiame. Questo accadeva soltanto agli apprendisti, ormai vicini dell’età adulta, specialmente quando la scolarizzazione divenne generalizzata ed il termine si allontanò dalla sfera dell’adolescenza, prima restando come definizione di uno status basso (implicato dalla designazione professionale di “ragazzo”), poi estendendosi all’intera cultura del ranch.

Altri cowboy

Una cowgirl del Montana

Oltre che in Messico, Nord America e Hawaii, gli spagnoli portarono la loro tradizione di mandriani anche in Argentina, Uruguay, Paraguay e Brasile meridionale col gaucho, in Venezuela col llanero e in Cile col huaso. Indirettamente la tradizione spagnola è arrivata anche in Australia dove nei grandi ranch i cowboy sono chiamati ringers e stockman, con gli apprendisti noti come jackaroos e jillaroos. Nella madrepatria, le tecniche che gli spagnoli esportarono oltreoceano sono ancor oggi utilizzate negli allevamenti di tori da combattimento.

La maniera americana del pascolo libero degli animali arrivò in Canada (soprattutto nel sud dell’Alberta) negli anni ottanta dell’Ottocento. Lo stile di vita dei cowboy divenne predominante intorno alle prime colline delle Montagne Rocciose canadesi. La vicina città di Calgary divenne il centro dell’industria canadese del bestiame, guadagnandosi il soprannome di cowtown (città delle mucche). L’industria del bestiame è ancora molto importante in Alberta, dove il numero dei capi supera quello degli abitanti. La progressiva diminuzione del numero dei pascoli aperti a favore dei recinti non cancellò la figura del cowboy. Nel 1912 iniziò il Calgary Stampede, a tutt’oggi il rodeo più ricco del mondo. Ogni anno la città rivale di Edmonton, situata più a nord, ospita il Canadian Finals Rodeo e dozzine di rodei minori riempiono la provincia.

La figura di cavalieri che sorvegliano il bestiame è presente ovunque vi siano grandi aree aperte per il pascolo. Nella Camargue francese cavalieri chiamati Gardians pascolano il bestiame. In Ungheria gli Csikós sorvegliano i cavalli.

Infine i pastori a cavallo della Maremma toscana sono chiamati butteri.

 

Abbigliamento

L’abbigliamento dei cowboy è una conseguenza diretta dei differenti ambienti in cui si trovano a lavorare. Comunque il classico abbigliamento cowboy, quello trasmesso dai film western, è in buona parte ereditato dai vaqueros.

  • Cappello: un cappello a falda larga per proteggere da sole, vento o pioggia. Probabilmente risente dell’influenza dei sombreri messicani e dei cappelli usati dai reggimenti di cavalleria degli USA.
  • Stivali: uno stivale alto per proteggere gli stinchi, appuntito per facilitare l’entrata del piede nella staffa. Quasi sempre con speroni rimovibili.
  • Guanti: sono di pelle di daino e devono essere morbidi e resistenti contro il filo spinato. Inoltre servono per tenere le redini e proteggersi dal sole.
  • Pantaloni: jeans o qualunque altro tipo di pantaloni stretti e resistenti.

Attrezzi

  • Chaps: protezioni per le gambe usate quando si cavalca attraverso una vegetazione fitta o quando si lavora col bestiame in una maniera che potrebbe portare a cadere da cavallo.
  • Lariat: dallo spagnolo la riata (la corda): una corda con un lazo ad una estremità, usato per catturare gli animali.
  • Speroni.
  • Fucile: usato per proteggere la mandria dagli attacchi degli animali selvatici.
  • Cane pastore (non necessario).

Fonte Quì

 

 

Gif di Maeva
Precedente Pirati all'arrembaggio Successivo Falò di ferragosto