Alice nel paese delle meraviglie

Alice nel paese delle meraviglie è una fiaba, o è meglio dire un romanzo d’avventura fantasy, scritta da Charles Lutwidge Dodgson meglio conosciuto con lo pseudonimo di Lewis carroll.

alice sfondo

Il racconto è pieno di allusioni a personaggi, poemetti, proverbi e avvenimenti propri dell’epoca in cui Dodgson opera e il “Paese delle Meraviglie” descritto nel racconto gioca con regole logiche, linguistiche, fisiche e matematiche che gli hanno fatto ben guadagnare la fama che ha. Il libro ha un seguito chiamato Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò. Nella maggior parte dei casi gli adattamenti teatrali e cinematografici preferiscono fondere insieme elementi dell’uno e dell’altro.

Trama:

  • Capitolo 1 – Nella tana del coniglio
  • Capitolo 2 – Un lago di Lacrime
  • Capitolo 3 – Una corsa elettorale e una lunga storia
  • Capitolo 4 – Il coniglio presenta un conticino
  • Capitolo 5 – I Consigli di un Bruco
  • Capitolo 6 – Porco e pepe
  • Capitolo 7 – Un tè di matti
  • Capitolo 8 – La partita a croquet della Regina
  • Capitolo 9 – La Storia della Finta Tartaruga
  • Capitolo 10 – La Quadriglia delle Aragoste
  • Capitolo 11 – Chi ha rubato le paste?
  • Capitolo 12 – La deposizione di Alice

Sognando di seguire un coniglio bianco, Alice cade letteralmente in un mondo sotterraneo fatto di paradossi, di assurdità e di nonsensi. Nella sua caccia al coniglio le accadono le più improbabili disavventure.

Segue il coniglio nella sua tana e, con suo enorme stupore, nota che le pareti sono arredate con tazze e scaffali e quadri e cartine geografiche appese con mollette da bucato; dopo un discorso immaginario con la sua gatta Dina, atterra su un mucchio di ramoscelli e foglie secche. Davanti a lei, si presenta un lungo passaggio che conduce in una stanza prevalentemente costituita da un corridoio lungo ma basso e da una serie di lampadari che pendono dal soffitto. Qui, vi sono una moltitudine di porte che la bimba tenta invano di aprire. Quando, però, nota una porticina, i suoi occhi scorgono un magnifico giardino e vorrebbe, perciò, attraversarlo a tutti i costi ma i suoi sforzi per entrare si rivelano inutili in quanto è troppo grande per poterlo oltrepassare. Decisa a non darsi per vinta così facilmente, nota su un tavolino di vetro a tre gambe, apparso poco prima, una chiavetta color oro brillante ed una bottiglietta che portava la scritta “Bevimi”. Infatti il contenuto la fa rimpicciolire, ma giunta alla porta, si rende conto d’aver lasciato la chiave sul tavolo. Assaggiato un pasticcino comparso dal nulla con su scritto “Mangiami” diventa enorme. Ora può prendere la chiave ma di nuovo non passa dalla porta. Affranta, scoppia in lacrime, che allagano la stanza. In quel momento, compare, tutto trafelato, il coniglio bianco, con, tra le mani, un ventaglio ed un paio di guanti bianchi di capretto e continua ad esclamare: “O, povere le mie orecchie, i miei baffi e le mie zampette, la duchessa mi condannerà a morte, se la farò attendere ulteriormente”. Alice era talmente disperata che, non appena vide il coniglio passargli avanti, gli rivolse la parola, di tutta risposta, lasciò cascar guanti e ventaglio, e corse via nell’oscurità. Allora, siccome che faceva un gran caldo, prese il ventaglio, e cominciò a sventolarlo e, straordinariamente, ritornò di nuovo piccola. Scomparso il tavolo e la porticina che conduceva al giardino, si trova in compagnia d’un topo e altri animali (parrocchetto, dodo, aquilotto). Il topo abbozza una storia ma poi scatta la “corsa confusa” dove tutti gli animali corrono in circolo, chi inizia dopo chi smette prima. Alla fine della corsa, però, tutti sono asciutti.

Allontanatasi da questa compagnia, Alice ritrova il coniglio bianco e la sua casetta. Entrata in casa per cercare guanti e ventaglio del coniglio, mangia di nuovo, diventando ancora una volta enorme, tanto che le braccia le escono dalle finestre. Il coniglio, allarmato, chiama a raccolta Bill la lucertola che prova a passare attraverso il camino, ma Alice lo scaccia con un calcio. Fallita la spedizione di Bill, il coniglio tira sassi ad Alice che però diventano pasticcini. Mangiatone uno, ridiventa piccolissima e fugge dalla casa. Scansato il pericolo del cucciolo gigante, intrattiene una conservazione alquanto strana con un Bruco, tranquillamente appollaiato sul cappello di un fungo che fuma il narghilè. È al suo cospetto che Alice recita “Sei vecchio, Papà Guglielmo”. Dopo aver compreso le ragioni della bambina, ed essersi allontanato, strisciando sull’erba, il Bruco le rivela che le due parti del fungo la possono far crescere e rimpicciolire a suo piacimento.

Il gatto dello Cheshire di John Tenniel

Alice, la Lepre Marzolina e il Cappellaio matto di John Tenniel

Al primo tentativo, Alice si ritrova con un collo lunghissimo, che fa sì che un piccione la scambi per un serpente. Ritrovate le giuste proporzioni, Alice si rimette in moto. Nel bosco giunge alla casa della duchessa. Assiste allo scambio d’inviti dei due messi (un pesce e un ranocchio) col quale la regina di cuori invita la duchessa a una partita di croquet. La casa della duchessa è molto strana: lei sta infastidita a cullare un bambino che urla e starnutisce per l’aria satura di pepe, mentre la cuoca che rimesta la zuppa, di tanto in tanto, lancia stoviglie e pentole per ogni dove. La duchessa lascia però presto Alice per andare a prepararsi alla partita, donandole il bimbo in fasce che si trasforma in porcellino e corre via nel bosco. Alice giunge alla casa della Lepre Marzolina che sta prendendo il tè col Cappellaio Matto. Questi due personaggi, in compagnia del ghiro, prendono il tè cambiando continuamente posto, spostandosi di tazza in tazza. Alice viene così a sapere che l’orologio del cappellaio segna sempre il giorno, ma non l’ora, e le viene sottoposto un indovinello: “perché uno scrittoio è come un corvo?”.

Dopo, Alice trova la strada per il castello della regina, dove trova i soldati con il corpo costituito da carte da ramino di picche che dipingono di rosso le rose che per sbaglio sono state piantate bianche. In quel momento arriva il corteo della regina: ci sono le picche (in inglese “spades”, spade o anche vanghe, quindi sono i giardinieri), quadri (in inglese “diamonds”, i cortigiani), fiori (in inglese “clubs” ma anche bastoni, quindi le guardie), cuori (in inglese “hearts”) che rappresentano i principi di sangue reale.

Alice cerca di controllare il suo fenicottero per iniziare la partita a croquet.

La Regina, subito aggressiva (rappresenta la Furia), invita Alice a giocare a croquet, ma il campo è pieno di buche, si utilizzano le carte come porte, istrici come palle e fenicotteri come mazze. Il gioco è subito una gran confusione di giocatori che urlano e giocano all’unisono. Spesso le porte (le carte) devono assentarsi per decapitare chiunque capiti a tiro alla regina che ne sentenzia la morte. Riappare la duchessa, momentaneamente uscita dalla prigione in cui la regina l’aveva destinata, e presenta ad Alice il grifone, che con fare autoritario la porta a fare la conoscenza della “finta tartaruga”. La finta tartaruga serve a fare il finto brodo di tartaruga (un surrogato del vero brodo di tartaruga che si fa con la carne di vitello). Lei racconterà ad Alice di come studiava sul fondo del mare e mostra in coppia col grifone, la quadriglia delle aragoste.

Alice è costretta a lasciarla perché nel frattempo è stato istituito il processo nel quale si giudicherà il fante di cuori, accusato d’aver rubato le tartine pepate. Al processo, annunciato dal coniglio bianco che ora è abbigliato come un araldo, sono presenti i giurati (varie specie di animali), i testimoni (il cappellaio matto, la cuoca della duchessa e la stessa Alice). Il ritrovamento di una lettera senza firma con una poesia senza senso, convince tutti che il vero colpevole sia il fante di cuori. “Sentenza prima, verdetto poi” declama la regina, ma Alice (che ha iniziato a diventare sempre più grande) dissente e quando si alza per testimoniare, la sua gonna spazza il tavolo della giuria facendo cadere tutti i giurati. Dopo poco è diventata così grande che non si preoccupa più di re e regine ritrovando la giusta misura della realtà: “non siete altro che un mazzo di carte”… Il sogno finisce con Alice che si risveglia tra le braccia della sorella e quindi si dirige a casa per l’ora del tè.

Più info Quì

1cf980a2

regina di cuori

 

Ovviamente il successo dell’opera è stata fonte di ispirazione per il cinema, sono stati prodotti numerosissimi film, i più recenti sono:

Alice nel paese delle meraviglie film del 1999 diretto da Nick Willing

 

Alice in Wonderland – film del 2010 diretto da Tim Burton

Alice attraverso lo specchio (Alice looking through the glass), film che uscirà nel 2016, diretto da James Bobin, sequel del film “Alice in Wonderland” del 2010.

Meno recente, ma sempre tanto amato da grandi e piccini è:

 

Alice nel Paese delle Meraviglie (Alice in Wonderland) – film di animazione del 1951 della W. Disney

 

 

Sulla riva di un fiume tranquillo, una ragazzina di nome Alice si annoia ascoltando la sua sorella maggiore che legge ad alta voce da un libro di storia su Guglielmo I d’Inghilterra. Quando sua sorella rimprovera i sogni ad occhi aperti di Alice, la ragazzina racconta al suo gattino Oreste che lei preferirebbe vivere in un mondo dei sogni senza senso chiamato Paese delle Meraviglie. Alice e Oreste vedono passare un Bianconiglio con addosso un gilet, e Alice lo insegue mentre questo si precipita dicendo di essere in ritardo. Alice lo segue in una tana e cade in un labirinto. Comincia a galleggiare, finendo la caduta a testa in giù. Alice vede il coniglio bianco scomparire in una piccola porta e cerca di seguirlo, ma la serratura parlante della porta le consiglia di cambiare dimensione usando una bevanda e del cibo misteriosi.

Alice beve da una bottiglia contrassegnata con “Bevimi”, e si rimpicciolisce alla dimensione corretta per aprire la porta. Ma quando Alice viene a sapere che la porta è chiusa a chiave e lei è troppo piccola per raggiungerla in cima al tavolo, trova una scatola di biscotti con scritto “Mangiami”. Ma una volta che Alice ne prende un morso, diventa gigantesca, riempiendo l’intera stanza. Poi comincia a piangere delle grosse lacrime che causano un’alluvione nella stanza. La serratura poi fa notare ad Alice che c’è ancora un po’ di liquido nella bottiglia, così lei smette di piangere, beve l’ultima goccia e alla fine riesce a rimpicciolirsi nella bottiglia e a passare attraverso il buco della serratura e ad entrare nel Paese delle Meraviglie. Incontra alcuni strani personaggi tra cui il dodo Capitan Libeccio e i gemelli Pinco Panco e Panco Pinco, che le raccontano la storia “Il tricheco e il carpentiere”.

Alice alla fine trova il Bianconiglio nella sua casa, ma prima che possa chiedergli per cosa è in ritardo, viene mandata a prendere un paio di guanti. Mangia un biscotto e torna gigantesca, rimanendo bloccata nella casa del coniglio. Il Bianconiglio, Capitan Libeccio e lo spazzacamino Biagio Lucertola credono che Alice sia un mostro e progettano di bruciare la casa. Alice fugge mangiando una carota e diventando piccola come un insetto. Incontra e canta con dei fiori parlanti, ma poi loro la scacciano accusandola di essere un’erbaccia. Alice viene poi istruita dal fumatore di narghilè Brucaliffo a mangiare una parte del suo fungo per tornare alla sua dimensione originale. Alice decide di tenere i pezzi rimanenti del fungo a portata di mano.

Alice incontra lo Stregatto, che le consiglia di visitare il Cappellaio Matto, il Leprotto Bisestile e il Toperchio. I tre ospitano una pazza festa del tè e celebrano il “non compleanno” di Alice, una giornata in cui non è il suo compleanno. Appare il Bianconiglio, ma il Cappellaio Matto e il Leprotto Bisestile distruggono il suo orologio da taschino e lo gettano fuori dalla festa. Stufa della maleducazione e della pazzia degli abitanti del Paese delle Meraviglie, Alice abbandona la sua ricerca del Bianconiglio e decide di andare a casa, ma si perde nella Foresta di Tulgey. Lo Stregatto appare e conduce Alice in un labirinto di siepi giganti governato dalla tirannica Regina di Cuori e dal marito più piccolo, il Re di Cuori. La regina ordina la decapitazione di chi la fa infuriare, e invita Alice ad una bizzarra partita a croquet con fenicotteri e porcospini come attrezzatura.

Lo Stregatto appare nuovamente e fa uno scherzo alla regina, che accusa Alice, così la ragazza è messa sotto processo. In esso vengono chiamati a testimoniare il Leprotto Bisestile, il Toperchio e il Cappellaio Matto, i quali decidono di festeggiare il non-compleanno della Regina. Sul più bello però ricompare lo Stregatto, che riprende a fare dispetti alla Regina che, infuriata, incolpa nuovamente Alice. Proprio in quel momento, si ricorda di avere ancora i resti del fungo del Brucaliffo. Lo mangia e cresce ad un’altezza enorme che secondo il re è proibita in tribunale. Ora che è gigantesca, Alice si sente libera di dire la sua e così facendo insulta apertamente la regina. Tuttavia, aveva mangiato in fretta entrambi i lati del fungo, e così si restringe alla sua dimensione normale. Alice è costretta a fuggire dopo che la regina ordina la sua esecuzione. Alice viene inseguita dalla maggior parte dei personaggi del Paese delle Meraviglie, finché si ricongiunge infine con la serratura, che le dice che sta avendo un sogno, costringendo Alice a svegliare sé stessa. Alice, la sorella e Oreste tornano quindi a casa per il tè.

più info Quì

1cf980a2

Piccole curiosità

Lewis C. raccontò la storia (totalmente improvvisata) a due bambine (le sorelle Liddell) ispirandosi ad una di queste, che si chiamava appunto “Alice“.

A lei regalò un manoscritto disegnato da lui stesso, che venne pubblicato nel 1895.

Lewis C. era un reverendo nonchè scrittore, matematico, logico, e fotografo.

Lewis C. la sua passione per la fotografia lo vedeva frequentemente immortalare delle bambine, che a causa dello stile di foto ( non stò a precisare), si pensò potesse avere un lato oscuro.

Lewis C. Nel 1891 creò un sistema di scrittura detto nyctografia che consentiva di scrivere al buio, usando un codice di segni su una griglia rettangolare dotata di buchi quadrati.

Inventò anche un gioco di carte e matita, chiamata “la scala delle parole“.

1cf980a2

 

Ed ecco per concludere in bellezza, il cartoon Disney di questa meravigliosa fiaba:

Precedente Paese incantato Successivo Cos'è Lady Popular ? Guida per le nuove Lady